Una realtà viva e vivace | Intervista a Chiara Cocconcelli

    Oggi vi presentiamo Chiara Cocconcelli, comunicazione di IBO Italia e nostra coworker ormai fidelizzata da anni. Il periodo rinchiusi in casa non ha aiutato nessuno però, al suo termine, ha sicuramente riacceso la voglia di fare. Chiara è affamata di occasioni e non rinuncerebbe mai alle possibilità che i nostri spazi possono offrirle. Ce ne parla nell’intervista per la rubrica Quello che i coworkers non dicono.

    1. Ciao! Chi sei e di che cosa ti occupi?

    Ciao, sono Chiara, “Cocco” per gli amici. Mi occupo di comunicazione per un’associazione di volontariato, IBO Italia. Oltre questo amo la natura, il cinema, il teatro, la musica e le persone.

    2. Perché hai scelto di lavorare in uno spazio di coworking?

    La nostra associazione ha la sede principale a Ferrara mentre qui a Parma c’è solo l’ufficio Comunicazione e Fundraising che è incorporato nella mia figura e in quella della mia collega Linda. Essendo lontane dalla sede generale avevamo bisogno di uno spazio che ci consentisse di essere a contatto con una realtà viva, vivace e di avere uno spazio fisico dove incontrarle. Linda è arrivata qui da On/Off nel 2015 quando lo spazio era aperto da poco e da allora abbiamo provato tutti gli spazi che la struttura mette a disposizione, dall’ufficio quando eravamo con due volontari in servizio civile, alla scrivania nel Coworking Resident e adesso in quello Temporary.

    3. Cosa è cambiato rispetto al post-pandemia?

    Dopo un periodo dove siamo state tanto a casa perché gli spazi erano da vivere con la mascherina e con varie limitazioni, diciamo che adesso ricerchiamo molto di più il contatto con le persone, io sono affamata di occasioni per stare insieme e sono felice di vedere come un po’ tutti le cercano, così come il bisogno di stare di più all’aperto; è cambiato in questo senso, ho messo anche il freno sulla dose di tempo che passo online perché ho avuto il rigetto dopo la pandemia. Sono più brava a darmi dei tempi sani che piacciono anche a me tra il tempo al computer e il tempo offline.

    3. Pro e contro di uno spazio di coworking?

    Conosco bene questo posto e soprattutto lo conosco dal pre-Covid quindi l’ho vissuto nella fase più animata dove la community era in una fase molto attiva; questo potrebbe essere uno dei contro che trovo adesso. La pandemia ha portato qualche rigidità in più nell’utilizzo di questi spazi e nelle dinamiche che si creano però è innegabile che sono nate amicizie profonde, collaborazioni con tanti coworkers che, anche nel tempo, continuano a durare. Devo dire che come appoggio, per incontrare persone, stare al passo con quello che succede e  avere opportunità di crescita, imparare così è servito e continua a servirci tantissimo.

    4. Dove ti immagini in futuro?

    Sicuramente quello che sto imparando in questi anni qui me lo porto dietro, è un bagaglio che sento già molto importante di esperienze, può essere che cambierò la mia vita, mi immagino a gestire io una realtà sociale, un’associazione o un agriturismo con finalità sociali e di inserimento lavorativo; mi piacerebbe lavorare per la cultura e l’innovazione e darmi da fare per il mio territorio.