Un mondo tra introversione e creatività – Intervista a Susanna Mazzaschi

    Oggi vi presentiamo Susanna Mazzaschi, illustratrice per l’infanzia, arrivata ad On /Off in quanto alla ricerca di un posto che la aiutasse ad esprimere la sua personalità. Ce ne parla nell’intervista per la rubrica Quello che i coworker non dicono.

    Ciao! Parlaci un pò di te!

    Ciao! Mi chiamo Susanna Mazzaschi, ho 25 anni e faccio l’illustratrice per l’infanzia. Quest’anno ho avuto la mia prima e vera esperienza lavorativa con la Paramount per la divisione indiana. Ora che ho un bagaglio di esperienze un po’ più corposo, spero di trovare più lavoro.

    Raccontaci un po' del tuo percorso fino ad oggi!

    Ho fatto il liceo Toschi qui a Parma, appena finito mi sono trasferita a Firenze, dove ho fatto l’Accademia. Il corso che ho frequentato era totalmente pratico e, personalmente, mi è piaciuto tanto, perché non avendo esami teorici è stato meno pressante e soprattutto mi ha consentito, fin da subito, di mettere le mani in pasta. Mi piaceva molto perché avevamo molti workshop con character designer della Disney, della Sony, quindi abbiamo imparato tanto anche da esperti del campo. Subito dopo l’Accademia ho iniziato a mettere insieme i miei lavori e costruire un mio portfolio. Sono tornata a Parma e da quel momento la mia più grande sfida, è stata relazionarmi con le case editrici, che può essere un po’ scoraggiante perché ci sono tempi di attesa molto lunghi, devi stare attenta a cosa il cliente vuole, cosa la gente vuole vedere, bisogna essere chiari nel target… Insomma tanti aspetti a cui dare un’attenzione particolare!

    Pensi che un percorso di studi così pratico ti sia stato d’aiuto?

    Beh, io penso che sia un po’ un’arma a doppio taglio. Mi ha aiutato perché impari direttamente facendo: le lezioni erano composte da un’ora di teoria, in cui ti impartivano una serie di nozioni che subito dopo dovevi mettere in pratica. Una cosa che avrei apprezzato molto di più sono delle lezioni su come relazionarsi con il cliente, su come sono strutturati i contratti, le tassazioni.. insomma la parte più burocratica!

    Sei giovanissima! Un* ragazz* giovane come te pensi possa avere maggiori difficoltà nell’inserirsi in un campo come il tuo?

    Devo essere sincera, questo è un lato che trovo molto positivo del mio campo… non ci sono limiti di età. Quello a cui il cliente fa attenzione nella sua ricerca penso che, non sia tanto l’età del suo committente, ma quanto l’abilità di tale persona nel saper tradurre le sensazioni, le storie, ecc.

    Cosa consiglieresti a chi vuole lavorare da freelance in un campo come il tuo?

    Consiglierei di essere resilienti, perché nel mio ambito possono arrivare tanti no e tante porte in faccia, quindi direi di non scoraggiarsi, perseverare e di stare attenti alla parte burocratica, che per me all’inizio è stata molto difficile.

    Perché hai scelto di lavorare in uno spazio di coworking?

    Io l’ho fatto per due motivi principali. Il primo è banalmente un motivo che riguarda la concentrazione: avere uno spazio in cui si viene a lavorare, in cui ognuno fa il suo e nessuno ti disturba. In realtà io parto da un contesto familiare molto numeroso quindi… è un po’ difficile! Il secondo motivo riguarda la mia personalità: sono una persona molto introversa. Quando sono tornata a casa dall’esperienza dell’Accademia, mi dovevo un po’ orientare. Là comunque lavoravo in un ambito in cui ci sono tante persone che fanno la stessa cosa, quindi è un ambiente in cui si condivide tanto di quello che si fa. Ma lavorare nel mondo dell’illustrazione è tanto bello quanto alienante, perché ci sei “tu”. E quindi essendo molto introversa, stare in uno spazio in cui si sta insieme e si condividono momenti, ma anche lavoro, mi aiuta.