Competenze e futuro: cosa raccontano i dati di Skill Link

    Orientarsi, crescere, ripartire: cosa raccontano i dati di Skill Link, il progetto innovativo ideato da On/Off-APS con il contributo di Fondazione Cariparma per colmare il divario tra formazione e lavoro.

    Skill Link nasce dall’esigenza di affrontare due delle principali sfide del mercato del lavoro in Italia: il divario formativo e l’inclusione.

    Da un lato, molti giovani NEET (acronimo di Not in Education, Employment, or Training, definisce persone che non studiano e non lavorano) tra i 18 e i 35 anni faticano a trovare opportunità per sviluppare competenze richieste dal mercato. Dall’altro, le donne dai 30 ai 55 anni disoccupate o precarie incontrano ostacoli significativi nell’accedere a percorsi di crescita professionale, soprattutto in ambiti come il digitale e le discipline STEM.

    Da settembre 2024 a giugno 2026, all’interno di Skill Link abbiamo organizzato workshop, eventi di matchmaking, infodesk, eventi di networking e bootcamp con l’obiettivo di colmare queste lacune, offrendo occasioni formative mirati che rispondessero alle reali necessità del territorio e delle persone. Ecco alcuni numeri:

    0
    persone raggiunte
    0
    iniziative formative
    0
    ore di infodesk individuali

    Le fasi del percorso

    I risultati della mappatura

    Tra settembre e novembre 2024 abbiamo condotto una survey online con domande aperte e chiuse, per raccogliere dati quantitativi e qualitativi che ci hanno permesso di correlare i due target di riferimento con i bisogni e i desiderata in termini di sviluppo di competenze. La survey  ha raccolt 128 risposte che sono state classificate in base alla correlazione tra dati anagrafici e dati legati alla situazione lavorativa attuale, suddividendo il campione in due target:

    • Neet: fascia d’età 18-35, non occupato/a
    • Donne: età 30-55 disoccupate o mal occupate

    Di seguito abbiamo rielaborato alcuni dati emersi dalle domande sui bisogni formativi e sulla crescita personale.

    Le persone guardano al futuro con un ottimismo prudente, ma percepiscono un forte bisogno di orientamento, sviluppo delle competenze e accesso a risorse concrete. Nonostante i gap percepiti su competenze e risorse, la metà dei rispondenti guarda positivamente al proprio futuro professionale. Non si tratta però di entusiasmo generalizzato, quanto forse di un ottimismo prudente.

    71,1%

    Dichiara di non avere le idee chiare su che cosa gli/le piace o si sente brav* a fare nel futuro

    78,2%

    Non considera le proprie competenze pienamente sufficienti per trovare un lavoro soddisfacente

    85,2%

    Non sente di possedere tutte le risorse necessarie per affrontare serenamente il futuro professionale

    51,4%

    Si dichiara ottimista o molto ottimista riguardo al suo futuro professionale

    Per quel che riguarda le aree tematiche, le aspettative formative si concentrano sulle competenze trasversali e digitali, più che sugli strumenti classici di ricerca del lavoro. Chi ha risposto alla survey non sembra chiedere soltanto come trovare lavoro, ma soprattutto come rafforzare competenze spendibili, comunicarsi meglio e orientarsi. Di seguito, una classifica delle percentuali di risposte che hanno assegnato il valore massimo in una scala da 1 a 3 – in termini di interesse e priorità da approfondire in un possibile percorso formativo – a una lista di topic predeterminati.

    L'impatto su chi ha partecipato

    Nel corso del progetto Skill Link, sono stati coinvolti complessivamente 270 partecipanti nei diversi percorsi formativi, laboratori, workshop e sportelli di orientamento. Nella visualizzazione di seguito, selezionando dal menu a tendina, è possibile raggruppare i profili per genere, condizione lavorativa dichiarata, età, titolo di studio e regione di provenienza.

    Ai partecipanti sono stati sottoposti:

    • 10 questionari di feedback ex-post immediato, somministrati al termine dei 9 laboratori/workshop e dello sportello Infodesk;
    • la survey finale di mappatura/follow-up, somministrata a distanza per rilevare l’impatto percepito dei percorsi.

    Considerando insieme tutti i form analizzati, abbiamo raccolto le risposte del 30% ca. dei partecipanti effettivi.

    Il grafico a barre si basa sulle valutazioni relative ai 9 laboratori/workshop, escludendo l’Infodesk perché utilizza una struttura di valutazione diversa. La valutazione complessiva media dei workshop è pari a 4,23 su 5. I rating alti, cioè pari a 4 o 5, sono pari all’82,0%. La dimensione meglio valutata è l’efficacia docente, con una media di 4,31 su 5. Anche in questo caso i rating 4-5 sono pari all’82,0%. Le competenze acquisite ottengono una media di 3,89 su 5. I rating 4-5 sono pari al 67,2%.

    Il dato suggerisce che i percorsi sono stati valutati molto positivamente sul piano dell’esperienza complessiva e della qualità della docenza, mentre l’apprendimento percepito, pur positivo, appare leggermente più contenuto. Questo indica un possibile margine di rafforzamento su esercitazioni, materiali, casi pratici e follow-up applicativi.

    Anche la valutazione complessiva del servizio InfoDesk risulta complessivamente positiva, soprattutto per la qualità dei consulenti. Il servizio gratuito di primo orientamento si è rivolto a chi aveva necessità di costruire il proprio futuro professionale, partendo da desideri, competenze e progetti imprenditoriali, dando dei primi suggerimenti e strumenti informativi: da ciò deriva probabilmente il minore impatto rilevato sulle competenze concretamente acquisite.

    La logistica è uno dei punti più solidi dell’esperienza Skill Link. Metodo d’iscrizione e spazio/struttura raggiungono il 100,0% di valutazioni positive, cioè “Eccellente” o “Buono”. L’unico aspetto da ricalibrare è l’orario: pur ottenendo una valutazione positiva nell’85,1% dei casi, raccoglie anche il 14,9% di valutazioni critiche, tra “Scadente” e “Terribile”. Questo dato è coerente con alcune risposte aperte che chiedono più flessibilità, pause più adeguate o fasce orarie pomeridiane/serali.

    Il grafico a treemap che segue visualizza l’impatto percepito dalle persone rispondenti, utilizzando la quota di risposte alte – cioè rating 4-5 su scala 1-5 – all’interno della survey finale. Il dato mostra che l’impatto percepito si concentra soprattutto su dimensioni personali e orientative, in particolare la fiducia in sé, la chiarezza degli obiettivi e la capacità di affrontare problemi e decisioni.

    Al contrario, le dimensioni più direttamente collegate a cambiamenti materiali, come situazione economica e posizione/condizioni lavorative, risultano più deboli. Questo è coerente con la natura del dato: la survey al momento ha misurato percezioni nella distanza, non cambiamenti occupazionali oggettivi.

    L’esperienza Skill Link è stata in generale apprezzata, soprattutto per la qualità dei docenti, la chiarezza degli strumenti e la possibilità di aprire nuove prospettive.

    Per aumentare l’impatto percepito nelle prossime attività, riteniamo sarà utile lavorare su percorsi più lunghi, più pratici, più verticali e maggiormente personalizzati, con particolare attenzione a AI, orientamento professionale, lavoro autonomo, competenze digitali ed europrogettazione.

    Elaborazione dati e visualizzazioni a cura di Rossella Lombardozzi.

    Skill Link è un progetto di

    Realizzato con il contributo di

    In collaborazione con