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      A lezione con The Job After: nessuno si salva da solo

      Il Crowdfunding è stato il tema centrale su cui ci ha illuminato Martina Lodi durante il l’appuntamento del 22 ottobre di “The Job After”, progetto formativo su competenze e lavoro dopo l’emergenza organizzato da On/Off, ART-ER e 60REC.



      Perché scegliere il crowdfunding?


      Quando dobbiamo realizzare un progetto in un tempo limitato e abbiamo bisogno di finanziamento per farlo, possiamo trovare uno strumento utile nel crowdfunding. Ma una campagna di crowdfunding può avere però diversi scopi: per testare il team, l’idea e il mercato, diminuendo il rischio d’impresa; trovare sponsor e ampliare la rete di stakeholders o mettere il prodotto in pre-vendita.



      3 errori da evitare quando lanci una campagna di crowdfunding


      1 CAMPAGNA SU 100 PIATTAFORME

      Utilizzare più piattaforme di crowdfunding per il lancio di una nuova campagna può risultare dispendioso e, soprattutto, poco efficace. Tenete salda e concentrata la vostra community senza dividerla e confonderla con tanti canali.

      NESSUNO SI SALVA DA SOLO

      Coordinare da soli strategia di comunicazione, budget e contenuti risulta molto difficile. Per una campagna di successo le figure essenziali, solitamente, sono un esperto di comunicazione, un project leader e infine un grafico…perché “l’unione fa la forza”!

      SERVE A MOLTO MA NON E’ PER TUTTI

      Il crowdfunding è uno strumento molto utile, ma va utilizzato consapevolmente. Ha un contesto e un momento giusto di utilizzo che, se non valorizzati adeguatamente, non ti permetteranno di sfruttarne i vantaggi economici e non solo.


      Fa’ la cosa giusta


      Per non mandare il nostro sostenitore in palla, dobbiamo scegliere correttamente la piattaforma su cui sviluppare la nostra campagna. Per fare ciò individuiamo prima il nostro modello di campagna (equity, lending, reward, donation). Poi consideriamo la copertura geografica di cui abbiamo bisogno,se presentarla a livello locale, nazionale o internazionale. Successivamente stabiliamo se usufruire di una piattaforma generalista o di una settoriale. L’ultimo controllo da fare è sulla struttura dei costi: commissioni prese dalla piattaforma, costi di transazione, di controllo, di comunicazione e costi legali.


      Perché la nostra idea è la migliore?


      Una volta individuati modello e piattaforma, prima di andare online fissiamo budget e tempistiche realisticamente coerenti con il progetto. Ma sopratutto: srutturiamo la nostra idea in maniera più precisa e delineata possibile. Spieghiamo ai nostri sostenitori chi siamo e perché fidarsi di noi: in cosa consiste il nostro progetto? Perché è migliore rispetto ad altre soluzioni già esistenti?


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