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Spazio Borgo Riccio, quando il coworking è collettivo

1024 1024 Staff On/Off

A cura di Anna Chiara Orlando e Veronica Pinetti

La vostra squadra è composta da 2 architetti (Roberta Orefici e Sara Antolotti), 1 tecnico ambientale (Monica Porcari), 1 regista (Stefano Cattini) e un 1 grafico/web designer (Simone Spotti). Sembra l’inizio di una barzelletta e invece … ? Come riuscite a fare quel che fate, e soprattutto, cosa fate?

E non è finita qui! Oltre a Spazio Borgo Riccio siamo una parte dell’associazione culturale Sequence. Con Spazio Borgo Riccio ci occupiamo di lavori rivolti alle aziende, specialmente per quanto riguarda l’architettura, il design e la comunicazione video di prodotti. Con Sequence, invece, organizziamo eventi culturali per il comune che hanno come tema dominante il cinema: lo scopo è portarlo come strumento per vivere dei luoghi in maniera estemporanea così da valorizzarli.

 

Siete ormai tra i coworker veterani di ON/OFF. Quello che vi ha convinto a scegliere questo spazio come luogo di lavoro è ancora quello che vi spinge a rimanere?

Sì, avevamo bisogno di uno spazio dove poter trovarci tutti e cinque insieme, perché sparsi per la città era sempre difficile riuscire a incontrarsi, e quando c’è unione e collaborazione le cose vanno più veloce. Questo lo dimostra il fatto che da quando lavoriamo in unico posto fisso siamo riusciti a fare molte più cose come organizzazione. È stato un esperimento anche per noi: saremmo riusciti a sopravvivere tutti e cinque in un’unica stanza? (a quanto pare sì.)

 

Non avete preso in considerazione l’idea di un ufficio o di lavorare da casa?

Certo, ma chiudersi in un ufficio da soli è come chiudersi dal mondo. Avevamo bisogno di uno spazio dove fosse possibile interfacciarsi con diverse realtà e confrontarsi con altri professionisti; inoltre On/Off ci permette di rimanere connessi con la città, con la scuola e il sociale, quindi tutto quello di cui avevamo bisogno.

Lavorare da casa invece è il sogno di chi ancora non ha cominciato a lavorare. Perché se provi a un certo punto ti accorgi che non riesci più a separare il lavoro dalla famiglia, e non hai un confine tra i momenti di riposo e quelli invece in cui stai lavorando.

 

Quali vantaggi ne avete tratto?

Come abbiamo detto prima, ci ha aiutato molto a livello di collaborazione, e non solo fra noi cinque ma anche con gli altri coworker; qui hai la possibilità di confrontarti e collaborare con personalità lavorative di cui prima non sapevi neanche l’esistenza. Lavorare in un coworking è un’esperienza che va al di là del puro lavoro e ti permette di creare amicizie e legami, ti accorgi che il tuo tempo lavorativo diventa anche piacevole grazie alle persone che incontri.

Da un punto di vista pragmatico sicuramente il rapporto qualità prezzo e la disponibilità dei servizi, come la connessione internet, la pulizia e la stampante. Possono sembrare piccole cose, ma se in precedenza ti sei trovato a gestire da solo il tuo spazio di lavoro ti accorgi in realtà quanta energia e tempo al lavoro effettivo ti portava via.

 

Il fatto di non avere un proprio studio crea problemi nel tempo oppure è stimolante?

Beh ogni tanto il desiderio di isolarti in assoluto silenzio ti viene! No, a parte gli scherzi è sempre stimolante per noi, perché ci permette di ideare e portare avanti iniziative e collaborazioni sempre nuove a cui noi da soli non avremmo mai pensato. Inoltre in questi anni abbiamo partecipato a corsi e esperienze che non avremmo fatto se non fossimo stati qui.

 

Dove pensate di andare in futuro?

In vacanza? Non lo so, qui si sta molto bene. Se dovessimo andarcene cercheremmo un altro posto per condividerlo con le stesse persone che sono qui, così da ricreare lo stesso clima. Il bello di questo coworking è l’unione delle diverse personalità, e scopri che anche quelle che apparentemente svolgono lo stesso lavoro in realtà hanno sfumature diverse. Per questo non c’è rivalità fra di noi e c’è sempre entusiasmo per i nuovi arrivi.

 Spazio Borgo Riccio