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A volte ritornano: intervista a Lorenzo Ricci

Lorenzo Ricci, animatore 3D classe 1981, è approdato come coworker a Officine On/Off nella primavera del 2015, ed esattamente due anni dopo, in seguito a un periodo in trasferta nella città di Corsico, è ritornato. Ci siamo chiesti quindi che cosa l’abbia spinto a tornare dopo un lungo periodo di assenza.

  1. Sei stato uno dei primi coworker di On/Off, ho sentito storie e leggende su di te. Perché te ne sei andato?

Perché avevo trovato lavoro in un’altra città, quindi sono stato costretto a trasferirmi e, di conseguenza, a lasciare il coworking. 

  1. Hai deciso quindi di tornare solo perché sei di nuovo a Parma? O ci sono stati altri motivi che ti hanno spinto a farlo?

Sicuramente per motivi personali. Non ero qui alla nascita di On/Off, ma ho partecipato al suo sviluppo in maniera consistente, quindi mi ci sono affezionato. Inoltre perché è un posto che mi piace nel suo complesso, sia per quanto riguarda gli spazi, sia per le persone che lo abitano.

  1. Negli ultimi sei mesi, hai lavorato sia in un ufficio vero e proprio, che  in uno spazio di coworking. Quali sono le prime tre grandi differenze che ti vengono in mente?

La differenza principale è sicuramente la gestione degli orari: in quanto libero professionista infatti, non dovrei essere legato a orari canonici di lavoro, ma per il precedente incarico ero comunque costretto a stare in ufficio, quindi a rispettarne il regolare orario di apertura e chiusura. Qui invece la struttura è sempre a disposizione, io in quanto resident posso venire nei weekend e lavorare fino a notte inoltrata, senza nessun obbligo.

L’altra cosa positiva è che in uno spazio di coworking non sei collega di nessuno, quindi alla fine sei tu a scegliere con chi avere a che fare; io a On/Off sono stato fortunato e mi sono trovato bene con tutti e non ho mai avuto alcun problema a relazionarmi, ma se capita quel giorno che non vuoi parlare con nessuno puoi tranquillamente farlo. Direi che questo è il motivo principale per cui considero uno spazio di coworking migliore rispetto a un ufficio: le persone che ci sono, ti offrono sempre un’opportunità per parlare e condividere.

Ultima differenza, banale ma necessaria: la possibilità dell’utilizzo della cucina, che migliora sicuramente la qualità della vita.

  1. In definitiva, com’è stato tornare?

E’ stato molto bello: dal punto di vista lavorativo è molto piacevole ed istruttivo. Solitamente  l’ambiente lavorativo viene considerato un pizzico impersonale, perché hai la sensazione di dover mantenere un certo tipo di distanza nei discorsi che hai con i colleghi, e in generale negli argomenti di conversazione, che rischiano di risultare troppo politicamente corretti per mantenere una certa forma. Qui invece trovi persone che dopo un po’ di tempo che le conosci puoi considerare amici, e quindi affrontare temi che vanno al di là dei discorsi banali tra colleghi che risultano di circostanza, giusto per passare il tempo davanti alla macchinetta del caffé. A On/Off è come lavorare e uscire con gli amici nello stesso momento.