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Davide Pagani, enogastronomo e accompagnatore turistico

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A cura di Anna Chiara Orlando

Dalla mia postazione proprio all’ingresso delle Officine, vedo entrare Davide con la disinvoltura di chi accede ad un luogo familiare di cui conosce gli spazi e gli abitanti.

Lui è stato coworker ad On/Off tutto l’anno appena trascorso e si accinge ad essere secondo intervistato di questa rubrica come esponente della categoria “ex – con buoni rapporti”.

Di te sappiamo che sei cuoco, gastronomo, accompagnatore e guida turistica, oltre che ciclista incallito, cosa non sei?

No, non sono una guida turistica – risponde quasi risentito – sono accompagnatore turistico e futura guida ambientale.

Mi scuso per l’imprecisione – Cosa non fai quindi?

Non lavoro!

E la sua risposta genera una fragorosa risata.

Seduti nel parchetto delle Officine ad un timido sole primaverile, comincia a raccontarmi di “Bike Food Stories”, il suo progetto maturato dopo aver frequentato un Master all’Università di Parma che lo ha insignito del titolo di Food and Wine Manager, e che consiste nell’organizzazione di percorsi enogastronomici in bicicletta per turisti e non, alla scoperta del territorio parmense e delle sue prelibatezze. Superfluo precisare che Davide oltre che ideatore degli itinerari fungerebbe anche da guida e da fornitore del mezzo di trasporto: bici per tutti!

Cosa ti ha spinto a scegliere On/Off come spazio in cui sviluppare il tuo progetto?

Dopo aver finito il Master avevo bisogno di un luogo in cui lavorare che non fosse casa perché conoscendomi avrei dormito tutto il giorno. Avevo necessità di un incentivo per cui uscire dal mio letto e diventare coworker temporaneo di On/Off mi è sembrata un’ottima idea.

Quali benefici hai tratto dalla condivisione di uno spazio di lavoro rispetto ad un ufficio tradizionale?

Di sicuro il confronto giornaliero e la contaminazione di idee e progetti. Appena fuori dall’università si è molto romantici ma poco pratici, si hanno idee ma non si ha la percezione di come realizzarle materialmente, e nello spazio di coworking ho trovato i giusti stimoli nonché le giuste collaborazioni per svilupparle.

E invece cosa non ti è piaciuto?

Mah, se proprio devo trovare un difetto, forse il fatto di ricevere troppi input a volte ti distrae dal lavoro che stai facendo poiché non sempre le tue esigenze si conciliano con quelle degli altri.

A chi consiglieresti il coworking e chi invece è meglio che ne resti lontano?

Lo consiglio a persone intraprendenti, innovative, sognatori, aperte al confronto, che non si sentono arrivate. Lo sconsiglio invece agli apatici.

Non pensi invece che un apatico potrebbe essere spronato in un ambiente di questo tipo?

No, non credo. Sono con Darwin: vince la specie che si adatta meglio ed in questo ambiente uno così non va bene. Una persona indifferente verso il mondo esterno, che si lamenta, incide negativamente sul buon umore degli altri.

Cosa ti ha spinto a lasciare On/Off?

Dovevo partire con l’attività. Qui ho posto le basi per il mio progetto ma adesso devo cercare i contatti, partecipare ai bandi, muovermi sul territorio per i percorsi. L’ho lasciato solo fisicamente ma ci ritorno spesso e volentieri anche perché ho dei collaboratori.

Le mie domande sono terminate e restiamo altri cinque minuti a chiacchierare sul mio futuro lavorativo salutandoci poi con un reciproco in bocca al lupo.