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Cosa dicono gli antropologi?

Giovedì 12 aprile ha preso il via la rassegna ‘‘Cosa dicono oggi gli antropologi?”, promossa da Assessorato alla Cultura del Comune di Parma, Università di Parma,Fondazione ”Museo Ettore Guatelli” e Fondazione Monteparma in collaborazione con il CAPAS – Centro per le Attività e le Professioni delle Arti e dello Spettacolo dell’Università e il Teatro delle Briciole.

L’intento della rassegna, ideata e coordinata da Martina Giuffrè, professoressa di Antropologia Culturale all’Università di Parma, e da Mario Turci, direttore del Museo ”Ettore Guatelli”, è di riportare al grande pubblico i risultati raggiunti dall’antropologia culturale nell’ambito delle analisi e riflessioni sul contemporaneo.

Il progetto si svilupperà da aprile fino a giugno con diversi tipi di incontri: dialoghi con esperti, presentazioni di libri, appuntamenti sull’antropologia per l’educazione e performance.

I dodici incontri saranno dislocati in tutti i quartieri di Parma, creando una rassegna itinerante che punta all’incontro con tutti i cittadini. Presso Casa nel Parco saranno ospitati gli incontri di giovedì 31 maggio “Migrazioni e prove di cittadinanza“, e giovedì 14 giugno “Città e formazione. Esperienze tra urbanistica e didattica”.

Tutti gli appuntamenti sono ad ingresso libero sino ad esaurimento posti, qui trovate il programma completo.

Incontri ospitati a Centro Giovani Casa nel Parco:

Giovedì 31 maggio, ore 17.00
Migrazioni e prove di cittadinanza
Il tema delle migrazioni e della cittadinanza è più che mai al centro di molti dibattiti. In questo incontro Bruno Riccio, professore di antropologia culturale all’Università di Bologna, offrirà un interessante punto di vista sulla questione. Riccio racconterà le “prove”, intese sia nel senso di tentativi che in quello di esempi, di cittadinanza avvenute negli ultimi 25 anni, frutto delle esperienze di associazionismo dei migranti e dei loro figli.

Giovedì 14 giugno, ore 17.00
Città e formazione. Esperienze tra urbanistica e didattica
Paolo Calidoni, professore di Didattica all’Università di Parma, e Silvia Serreli, professoressa di Tecnica urbanistica all’Università di Sassari, parleranno dell’importanza “learning by observing and pitching in”. Di come questa pratica sarebbe una valida alternativa all’iper-scolarizzazione e tecnologizzazione, ormai dilaganti nell’educazione in età evolutiva.

 

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