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2 makers per 1 coworking:
l’esperienza di Matteo e Gaia

1. Diciamo subito la verità: non siete i tipici coworker, vero?

Matteo: diciamo che ne siamo un prolungamento, perché oltre a essere dei coworker collaboriamo con Giulio Bigliardi, presidente di 3D Archeolab, una società che ha sede a OnOff, e che ha come obiettivo quello di ampliare il pubblico dei nostri Musei attraverso soluzioni tecnologiche moderne e innovative.

Gaia: infatti possiamo dire che la nostra non è stata una scelta volontaria di voler diventare coworker, perché quando ho deciso di venire qui per fare il tirocinio non sapevo che la sede sarebbe stata OnOff.

2. Quindi chi siete e cosa fate qui?

Matteo: sono uno studente della magistrale di archeologia a Roma, mi occupo parallelamente di stampa 3D, modellazione, fotogrammetria, e in particolare incentro il mio lavoro sulla valorizzazione museale e i percorsi tattili per non vedenti; sono qui come tirocinante grazie al bando Torno Subito, anche se in realtà conoscevo già Giulio perché un paio di anni fa ho partecipato a Makars, un corso di fabbricazione digitale per i beni culturali.

Gaia: il mio percorso invece è stato un po’ diverso, perché a differenza di Matteo non sono un’archeologa, la mia formazione si è incentrata sull’arte contemporanea ed editoria culturale, e infatti sto collaborando con diverse testate da quando ho concluso la magistrale. Grazie al bando Torno Subito mi occupo di web content editing di 3D Archeolab e 3D Virtual Museum, e ho deciso di venire qui per imparare qualcosa di nuovo rispetto a quello fatto fino ad ora.

3. Come hai vissuto l’arrivo nell’ambiente di On/Off?

Matteo: non ero mai stato per così tanto tempo fisso in uno spazio di coworking, li avevo solo visti di passaggio. L’impatto è stato super positivo, molto stimolante: sei circondato da persone che nonostante svolgano un lavoro diverso dal tuo, capiscono quello di cui stai parlando, e questo permette di avere punti di vista differenti e possibilità di confronto. Avevo la sensazione che per un libero professionista non fosse sempre così facile parlare di quello che fa per vivere, soprattutto in ambito artistico: c’è una paura recondita di sciacallaggio che non incita alla condivisione. Qui a OnOff invece è estremamente facile parlare di quello che fai e che ti appassiona, non ti senti frenato ma anzi capisci che è un’ottima occasione di crescita.

Gaia: non avevo mai provato a lavorare in un coworking, lo conoscevo solo per sentito dire. L’ho trovato molto stimolante e utile, infatti per la rivista che gestisco non avendo un ufficio ero spesso costretta a lavorare da casa. In questi mesi a OnOff mi sono resa conto che avere un posto dove andare ogni giorno e trovare persone che possono aiutarti su più livelli, sia lavorativo che umano, stimola la creatività. Al mattino ti svegli più incentivato, cosa fondamentale per il nostro lavoro.

4. Voi avete interagito con entrambe le anime di OnOff, coworking e FabLab, credete quindi che siano conciliabili?

Matteo: credo che siano indispensabili l’uno all’altro. Il fatto che OnOff abbia un enorme potenziale è dato anche dalla disposizione degli spazi, che permettono di avere momenti di silenzio e tranquillità per concentrarsi, sia uno spazio con attrezzi e macchinari professionali per attività manuali e rumorose. A Roma ci sono molti spazi di coworking, ma nessuno di questi ha un FabLab come quello di OnOff.

Gaia: l’interazione tra le due realtà permette uno scambio molto utile, credo sia un bel binomio anche perché ci sono persone molto valide all’interno di entrambi gli spazi, cosa non scontata.

5. Che cosa vi ha colpito di più di entrambi gli spazi, e che cosa invece migliorereste?

Matteo: mi ha colpito che c’è molto spazio a disposizione, sia per il FabLab che ha anche un’aula per le classi, sia per il coworking, con la meeting room e lo spazio polifunzionale. Credo che lo spazio di coworking possa essere sfruttato ancora di più per aumentarne le postazioni; per il FabLab, cercherei di avvicinare i cittadini e spingerli a usufruire degli spazi di lavoro.

Gaia: mi ha colpito la possibilità di riuscire a  lavorare insieme e nel frattempo rispettare il lavoro altrui, mantenendo il giusto equilibrio. Per quanto riguarda lo spazio, cercherei di ricavare un luogo per parlare al telefono senza disturbare gli altri.

6. Cosa vi porterete a casa da questa esperienza, una volta ritornati a Roma?

Matteo: a livello umano, ho conosciuto un sacco di persone incredibili a cui mi sento legato e per cui provo una stima profonda. A livello lavorativo, mi ha fatto capire che il mondo dei liberi professionisti è pieno di gente valida, non mi aspettavo ci fossero così tante persone  che riescono a lavorare divertendentosi senza alienarsI. Ho scoperto che una realtà così complessa come OnOff è fondamentale per persone come noi, alla ricerca di nuove opportunità. Credo sia una cosa unica riuscire a conciliare l’umanità e l’esperienza lavorativa, trovando la serenità.

Gaia: io mi porto a casa la ricchezza di uno scambio profondo e non solo strettamente professionale con le persone che ho conosciuto, senza problematiche o secondi fini.

Finita l’intervista li salutiamo (Matteo proseguirà la fase 2 del suo progetto al Coworking Millepiani di Roma, mentre Gaia al Museo Archeologico di Cori), sperando di essere stati loro utili, e che sia solo un arrivederci.